Dinu

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  • Compleanno 11/08/1988

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    I motori e la meccanica in generale sono il mio hobby e la mia passione per cui, sempre massimo impegno in quello che faccio nel mio piccolo!

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    Disegnatore
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    Daniele

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  1. Eccomi di nuovo, mentre smontavo il collettore per fare il nuovo scarico ho trovato questa sorpresinada bravo somaro mentre allargavo lo scarico per portarlo a 32 mm sono finito sotto al pistone che al PMI rimane scoperto. E questo già lo sapevo, ma ho voluto proseguire lo stesso, il bello viene adessoora non so se il danno sia dovuto a questo o ad altro, la parte mancante è proprio quella che rimaneva scoperta però anche il bordo a dx cominciava a sciogliersi, una conseguenza forse? Booooooo. Intanto vedo di riportare il pistone a filo dello scarico al PMI alzando il cilindro di 1 mm (basetta da 4 mm) tornendolo poi sopra della stessa misura, così lo scarico passa a 194°, pistone nuovo e via andare. Dopo un po' di rodaggio riprovo di nuovo lo scarico n°2, rismonto e vedo se sono riuscito a distruggere anche questo o meno. Purtroppo la mancanza di esperienza è brutta, invece di risolvere le cause sono costretto ad andare per esclusione!!!!
  2. Ciao a tutti! Aggiorno un po' questo post visto che sono andato avanti con le prove. Allora innanzitutto ho portato il diametro esterno dello scarico a 32 mm lasciando l'interno invariato al 68% che era. Poi mi sono costruito un'altra espansione variando un po' tutto rispetto alla precedente: volumi maggiori per via del diametro scarico aumentato, angolazioni diverse e lunghezza più corta di 2 cm come da immagini sotto Molto bene, ieri vado a provarla e...... Va meno di prima!!!!! . In pratica con quella precedente ero arrivato a 10500 giri in 3° e 9800 giri in 4°, con questa in terza fa gli stessi giri, in quarta si siede, come se fosse troppo lungo il rapporto nonostante la 4° 21/49, oppure come se non gli arrivasse abbastanza da bere ( ho ancora i travasi alla base originali, procedete pure con gli insulti ), si sente proprio che mura. Sono partito da un 150 di massimo e ha segnato 8700 giri, sono salito a 155 ed è arrivata a 9100, volevo crescere ancora ma non ho getti piu grandi. A me viene da pensare che il resto del motore non gli stia dietro, forse togliere due cm alla lunghezza, accorciare il collettore e aumentare gli angoli tutto in una volta è stato un po' troppo ambizioso. Voglio quindi continuare a lavorare ancora solo sullo scarico lasciando il resto del motore inalterato per capire bene cosa succede al variare di un singolo fattore. Prossima modifica sarà ridargli quei 2 cm che ho tolto in lunghezza mettendoli nel collettore e lasciando le altre parti invariate. Se non fosse che sono dietro a fare altri lavori per giugno riuscirei a provarne un'altra, almeno dal punto di vista costruttivo ci ho preso un po' la mano, questa lavorando solo nei week-end ci ho messo un mese per farla. Vi lascio con l'unica cosa positiva delle prove di ieri: il sellatoio che mi sono costruito è stagno e non perde una goccia, velocità nel carburare aumentata in modo esponenziale!!!!! Adesso capite in che stronzate perdo tempo????
  3. Vespa da neve

    Ciao Ancie! Non ti dovevi disturbare per il blog, sei troppo gentile! Ho dato un occhiata e lo scritto mi sembra ci sia tutto, per le foto di alcune c'è il link che cliccandolo apre la foto, data la mia ignoranza nel settore informatico non saprei come fare per renderle subito visualizzabili, ad ogni modo la foto c'è per cui a me può andare bene anche così! Grazie ancora!
  4. Per ora sono circa sui 43 km/litro, ok che sono ancora in rodaggio, ma il mio stile di guida anche una volta che l'avrò terminato rimane sempre quello di un vecchio di 80 anni, marce non tirate e crociera in 4° sui 4300 giri, un morto
  5. Eh ma infatti non ho tirato fuori subito la differenza di squish che avevo riscontrato perchè siccome era molta, dicevo, sarò somaro io che non so prendere le misure, e invece alla fine come confermato da Turbo era proprio così :M . Bene dai, per adesso visto l'utilizzo va più che bene, finisco il rodaggio, lo carburo, e poi se ne riparla alla prossima primavera se mi viene voglia di sistemare la testa. Grazie come sempre a tutti per l'aiuto!
  6. Infatti avevo notato anche io la differenza che dici nello squish, ma addirittura da me è di più di mezzo millimetro da una parte all'altra. Per il momento la tengo così visto che comunque il motore va bene, vedrò più avanti se farmi un maschera per mettere la testa sul tornio e provare a riprofilarla.
  7. Risolto, ho spessorato la testa con un lamierino di alluminio da 4/10 e i colpi in rilascio sono magicamente spariti insieme al tiro in basso. Adesso sembra proprio un motore originale come erogazione, molto lineare, finalmente riesco a tenerla ad 1/4 di gas senza i vari sborbottolamenti da carburazione grassa di prima. L'ho provata subito chiudendo la vite miscela di 1,5 giri, ora sono ad un giro aperta dal tutto chiuso contro i due giri e 1/2 che prima ero costretto a tenere. A questo punto credo fosse proprio detonazione. Ciao.
  8. Lo so lo so che una cosa tira l'altra è proprio per questo che sto cercando di evitare su sto motore altrimenti so già che sta vespa la uso 2 settimane l'anno!!!!!!! La testa la riverificherò come dici appena la rismonto (domani così provo a spessorarla di quei 2-3 decimi che dicevo se rimedio un lamierino di rame o alluminio sottile) la pasta rossa gliel'ho messa come sul resto delle parti accoppiate a tenuta e per adesso non trafila niente, controllato la settimana scorsa.
  9. Ciao ragazzi, grazie per le risposte! @Mc: ho montato il volano pinasco perchè mi piace la rapidità nel salire e scendere di giri anche a scapito di un funzionamento più regolare che avrei con quello originale. Per le fasi hai sicuramente ragione, sarebbe interessante provare diverse combinazioni ma questo motore l'ho pensato come sostituito per riuscire ad usare la vespa mentre l'altro è smontato (praticamente sempre) e l'idea era quella di non modificarlo e di riaprirlo solo per le normali manutenzioni (in teoria ). L'albero non l'ho toccato, la valvola sul carter era un po allungata e come fase mi è venuta fuori 110/51. La marmitta la lascio originale proprio perchè non sono le prestazioni che cerco. @Ancietart: il minimo gliel'ho proprio eliminato! Quando chiudo il gas si spegne, non mi da fastidio, anzi lo preferisco così su tutti i motori che faccio, almeno so che se dovesse restare accelerata a gas chiuso non dipende dalla regolazione del minimo ma c'è sicuramente troppa aria in giro, aspirazioni anomale o carburazione magra in qual punto. Come carburazione fino ad 1/4 sono grassissimo, tartaglia e non brucia bene, la candela lungo la periferia circolare esterna si sporca parecchio. Per la tenuta della valvola l'ho misurata quando mi è arrivato l'albero e sono sotto i 5 centesimi di luce, la lamella più sottile dello spessimetro che ho, che è appunto 5 centesimi, non riusciva ad infilarsi tra la spalla dell'albero e la valvola, per cui quella mi sentirei di escluderla. Il 19 che monto è un dell'orto phbg, penso sia uguale a quello che usano gli scooter ma non avendo esperienza non insisto, l'unica cosa è che ha l'attacco femmina.
  10. Ciao a tutti, ho quasi finito di rodare il mio blocco da passeggio con la seguente configurazione: 130 DR P&P albero DRT anticipato corsa 53 phbg 19 accensione a puntine con volano pinasco 29/68 sito siluro Essendo ancora in rodaggio devo mettermi carburarlo come si deve ma per il momento mi sembra che giri bene (poi per me che sono abituato ai corsa corta andare ai 60 a filo di gas è fantastico ). L'unico difetto che ha è che se tengo la carburazione al minimo abbastanza pulita quando chiudo il gas sento come dei calci in culo (scusate ma è l'espressione che rendo meglio l'idea). All'inizio pensavo fosse detonazione, ma in fase di accelerazione o a gas costante non mi sembra di avvertirla. Poi ho provato mentre chiudevo il gas a tenere premuto il pulsante dello spegnimento e il difetto è scomparso alchè ho cominciato a pensare che non si tratti di detonazione. Stesso risultato lo ottengo ingrassando molto la carburazione al minimo, al rilascio del gas il motore scende di giri tranquillo solo che ovviamente ad andature a gas parzializzato o alle primissime aperture scoppietta e non è proprio un bel viaggiare. I carter non sono miei e sono stati spianati, con una basetta da 2,5 mm sotto ed in corsa 53 mi è venuto uno squish di 1,3 mm e delle fasi di 169° di scarico e 125° di travaso. So che una differenza di 44° non è proprio il massimo ma per curiosità ho voluto provare così per vedere cosa veniva fuori. Scartando la detonazione come possibile causa, comincio a pensare che forse potrebbe essere proprio la poca differenza tra scarico e travasi il problema, ovvero essendo aperto per poco tempo lo scarico prima che aprano i travasi, rimangono in camera di scoppio parecchi gas incombusti che la miscela entrante, viste le basse pressioni che ci sono a gas chiuso, non riesce a spingere fuori dallo scarico (lavaggio) per cui per qualche giro la carica che c'è nel cilindro non s'incendia allo scoccare della scintilla. Poi quando man mano la quantità di gas diminuisce la scintilla riesce ad incendiare la miscela tutta in una volta generando una spinta anomala sul pistone, ma queste sono solo mie supposizioni Come primo tentativo voglio provare a farmi uno spessore di 2-3 decimi da mettere sotto la testa e vedere se aumentando un po lo squish il difetto sparisce. Volevo chiedervi a voi è mai successo una cosa simile sui vostri motori? Grazie.
  11. Vespa da neve

    Grazie Mc per i complimenti! Appena riuscirò a sbloccare sto "fermo produzione" che mi porto dietro da ottobre vedrò di postare qualche altro lavoretto!
  12. Vespa da neve

    Io rinnovo ancora una volta i ringrazimenti per i complimenti che mi state facendo ragazzi!!! P.S Ma quante volte al mese cambiate il nome voi admin? :laugh :laugh :laugh
  13. Vespa da neve

    Ahahahaha Eega Beeva sei troppo forte!!!!
  14. Vespa da neve

    Ragazzi, vi ringrazio davvero a tutti per i complimenti, ma vi assicuro che non sono nè un genio nè un inventore, semplicemente quando faccio qualcosa che mi piace cerco sempre di farla al massimo delle mie possibilità e col massimo impegno. @Muttley: l'idea della vespa da neve è venuta fuori dopo il nevone che ha fatto qua da noi nel 2012. In quel periodo io e i miei amici ci divertivamo ad andare per campi con gli slittini, e tra una discesa e l'altra mi era venuta voglia di girare per quei campi bianchi in vespa!!! Così dopo l'estate sono partito coi lavori, ero talmente preso dalla cosa che il fatto che abitassi ad un altezza di 3 metri sul livello del mare era passata proprio in secondo piano, anzi ho cercato di finirla entro dicembre 2012 perchè ero convinto che la neve sarebbe arrivata di lì a poco e non potevo farmi trovare coi lavori a metà!!! Per la vespa d'acqua, chissà in un futuro... ma per ora bastano tutti i lavori iniziate che ho e che al momento sono fermi!!!
  15. Vespa da neve

    Ciao a tutti, come promesso ho deciso di aprire questo post per parlarvi un po dei miei giochini invernali, visto che qualcuno ha dimostrato un po di interesse per le mie realizzazioni. Vi avviso subito che sarà un posto mooooooooooolto lungo perchè riassumere brevemente quello che sono circa 7 mesi di lavoro a più riprese in poche righe ed in maniera dettagliata allo stesso tempo non è semplice, per cui cominciate a leggere solo se avete un po di tempo da dedicare!!!! Prima di passare all'oggetto del topic vi spiego brevemente cosa faccio nella mia cantina (parco giochi) nel tempo libero e la mia filosofia di elaborazione. Da quando avevo 14 anni ho sempre passato molto tempo a smanettare alla mia vespa partendo da vari 75 cc fino ad arrivare al 102 che ho adesso, cilindrata che mi soddisfa a pieno visto che più che avere un motore da 30 Cv e 140 km/h mi interessa capire come ho fatto a passare dai (tutti esempi per rendere l'idea perchè non l'ho mai bancata e al momento vado solo di contagiri) 5 cv che avevo 4 anni fa ai 10 che ho adesso ai 13 che magari raggiungerò dopo svariate prove tra qualche anno. Il grosso quindi del mio tempo se ne va dietro questo motore, negli anni però avendo la testa che viaggia più veloce delle mani, lavorando mi sono venute alcune idee che secondo me meritavano almeno un tentativo di realizzazione. Così al momento i 4 cantieri aperti che ho al piano al di sotto di quello da cui sto scrivendo sono: Motore ufficiale vespa stradale (102 sempre smontato) Motore da passeggio vespa stradale in fase di assemblaggio 130 Dr corsa 53 con phbg 19, 29/68 e siluro. Vespa da neve Sellatoio (e qua aprirò un altro topic, abbiate pazienza, se sono poco interessanti lasciateli andare nell'oblio del forum o chiudeteli pure). Tornando alla vespa da neve, dopo il nevone del febbraio 2012 durante l'estate mi era venuta voglia di provare a creare un mezzo per girare su neve (unico problema è che avendo il mare a 200 metri da casa la neve quando va bene la vedo per due giorni all'anno) e così a fine agosto comprai per 600 euro la vespa verde che vedete sotto, con la carrozzeria un po ammaccata e senza carburatore. L'idea di base era molto semplice, catena dietro e tavola davanti al posto della ruota. Per il motore ho optato per un semplice 130 Dr con albero originale piaggio, lamellare polini, 24, 18/67 e proma corsa corta adattata nell'attacco al motore per corsa lunga. La tavola l'ho realizzato partendo da un pioppo laminato da 10 mm di spessore. Per dargli la curvatura in testa un volta tagliata la tavola l'ho lasciata a bagno in acqua un giorno per ammorbidirla. Successivamente mi sono costruito al lavoro (lavoro in un'azienda che fa lavoraizoni sulla lamiera) due dime con la curvatura che volevo ottenere in mezzo alle quali ho messo in pressione la tavola, il tutto nuovamente a bagno per altri 3 giorni passati i quali ho riscaldato la lamiera delle dime con un cannello a GPL in modo da far evaporare l'acqua all'interno del legno e ho lasciato ancora tutto in pressione per un altro giorno. Tolte le dime la curva si è mantenuta bene, con mia grande sorpresa visto che per tutto il procedimento sopra sono andato praticamente a caso!!!! Il passo successivo è stato quello di capire come collegare la tavola alla forcella anteriore. Per non renderla rigida e permetterle di seguire un minimo l'andamento del terreno, ho deciso di vincolarla all'asse della ruota anteriore, in modo che fosse libera di oscillare avanti e indietro. Ho dovuto quindi ricrearmi dal pieno l'alberino della ruota in modo che fosse più lungo e sbordasse da entrambi i lati della forcella con una parte filettata che mi consentisse di stringere con due dadi il telaio della tavola. In seguito ho dovuto creare appunto un telaio che collegasse la tavola di legno all'albero creato e che desse al contempo una certa rigidità al tutto. Questo telaio non è altro che una lamiera da 3 mm con dei fori passanti che intercettano delle bussole filettate M6 montate sulla tavola sulle quali si avvitatano 15 viti. Sopra di essa con del piatto da 6 mm (potevo farlo meno spesso ma all'inizio ho sempre paura che quello che costruisco si disintegri sotto l'azione di misteriosi feonomeni che non avevo considerato!!!!) ho creato il vero e proprio telaio con le asole per fissarlo all'ex-novo albero ruota. Quando finalmente ho cominciato a fissare i piatti imbastiti sul nuovo asse della ruota ho scoperto che l'oscillazione prevista era in realtà limitata dal fatto che nella sua corsa in avanti i piatti lato ammortizzatore andavano a sbattere contro quest'ultimo. Smontato di nuovo tutto comincio ad analizzare la situazione per vedere di trovare un posto nuovo dove collocare l'ammortizzatore, e dal lato opposto dov'è fissato in origine noto che c'è un foro libero. Decido quindi di ricreare al tornio il perno sul quale è fissato inferiorimente l'ammortizzatore e di infilarlo per interferenza sul foro libero e di conseguenza mi creo anche una staffa per fissarlo superioriomente saldata alla forcella. Terminato il telaio di collegamento tavola-forcella passo alla costruzione delle derive da mettere sotto alla tavola per cercare di farle mantenere una direzione. Realizzo così 3 derive in legno con altezze diverse (a seconda dell'altezza della neve anche se la realtà si rivelerà ben diversa come leggerete più avanti!) da fissare al centro della tavola. Finito il lavoro sull'asse anteriore passo a quello posteriore, ovvero come cercare di avere più trazione. Acquisto quindi una gomma tassellata per pit bike da sterrato da usare su neve fresca e per i fondi ghiacciati opto per una catena da montargli sopra. Per realizzare quest'ultima ero partito dall'idea di usare catena anche per le parti laterali che una volta montante vanno a contatto con le spalle del copertone oltre che ovviamente per le maglie centrali che rimangono sotto al battistrada. Per tensionarla avevo utilizzato uno di quei tiranti che hanno alle estremità due ganci con i gambi filettati che avvitandoli si avvicinano e viceversa. Bene, passo una mattina a costruirla, vado a montarla sul copertone ed è un vero schifo!!!!! La catena si impiglia nei tacchetti e non scorre uniformemente sul copertone cosicchè rimane tesa in alcuni punti e lenta in altri. Smonto tutto di nuovo e decido di utilizzare la catena solo dove serve, ovvero nella parte inferiore, ai lati era necessario qualcosa che rimanesse sempre in tensione sul coperonte, mi viene in mente così la corda elastica che si utilizza in nautica e per evitare che si usuri o rimanga impigliata da qualche parte la faccio passare all'interno di un tubo di plastica felssibile. A questo punto il tirante non serviva più perchè trovata la lunghezza giusta della corda una volta montata sul copertone rimaneva sempre tesa consentendomi di utilizzare quattro ganci per unire le due estremità tra di loro. Seconda prova sul copertone e vedo che sta volta ci siamo, rimane tesa uniformemente dappertutto. Faccio un'altra verifica montando ruota + catena sul blocco e vedo subito che sono in arrivo altri problemi, ovvero lo spessore della catena è tale che striscia su due viti del carter frizione e sul braccio d'allumninio che collega il motore al telaio. Elimino le due viti incriminate montando due viti a testa svasata e limo il braccio quel tanto che serve ad evitare il contatto con la catena. Ora la ruota girava abbastanza libera ma la soluzione catena dopo tutte queste prove non mi ha mai convinto. Sinceramente non me la sono mai sentita di usarla su neve perchè ho sempre avuto paura che potesse impigliarsi da qualche parte sul motore o sul terreno e quindi è stata una realizzazione fine a se stessa che giace ancora inutilizzata da qualche parte in cantina. Con la verniciatura dei vari pezzi creati e l'assemblaggio finisce il primo step della vespa da neve e siamo esattamente al 01/01/2013. Visto che di neve in quel periodo qua da me (Riccione) non se n'è più vista, la poverina è rimasta ferma per quasi due anni bella pronta ad aspettare il tanto atteso fenomeno metereologico. Nel frattempo che mi dedicavo al solito 102 ogni tanto pensavo ai problemi più evidenti che erano venuti fuori pur non avendola ancora provata chiamati difficoltà di avviamento con la pedivella e la catena che non mi ha mai soddisfatto. Da qui in avanti siamo allo step 2 datato autunno 2014. STEP 2 Gomma chiodata. Come primo intervento parto dalla parte più facile tra le due e cioè dalla trazione. Sostituisco la catena con dei classici chiodi ricavati da viti M5 tornite in testa per renderle appuntite ed avvitate con dadi autobloccanti sul copertone. Non sapendo mai come va a finire quando costruisco qualcosa di nuovo, scelgo di non sacrificare il copertone tassellato ma di provare su un vecchio SL26 che avevo. Per evitare che la camera d'aria entrasse in contatto con la testa delle viti la isolo incollando sul lato interno del copertone una striscia di gomma dura spessa 4 mm. Con questo intervento il capitolo gomma chiodata è esaurito, ora si passa al difficile. Avviamento a strappo. Il problema della pedivella dura all'avviamento è dato nel mio caso oltre che dalla compressione, soprattutto dalla coppia pignone campana 18/67. Più il rapporto primario è corto e più la pedivella sarà dura da azionare visto che le ruote conduttrici e condotte si invertono quando si aziona la messa in moto rispetto al normale funzionamento poichè quest'ultima agisce dapprima sulla campana portando il rapporto a 67/18 nel mio caso. Il sistema più semplice che mi è venuto in mente è stato quello di saltare questa moltiplica andando ad agire direttamente sull'albero motore. Come il 90% delle volte che creo qualcosa di nuovo, prima mi procuro i pezzi fondamentali che mi servono per la realizzazione e poi una volta che li ho in mano comincio a ragionare su come adattarli a quello che ho già. In questo caso mi sono procurato come prima cosa avviamento a strappo e volano di una minimoto cinese, spesa complessiva 31 euro (anche qui non sapendo mai se quello che ho in mente funziona o finisce direttamente nel bidone cerco di partire sempre con le cose più economiche che trovo). Questo avviamento è composto da un disco di plastica dove si avvolge la corda con al centro due rampe elicoidali sulle quali è posizionato un cilindretto di alluminio che ha le stesse rampe su entrambi i lati. Quando si tira la corda le rampe del piatto di plastica ruotando vanno ad appoggiarsi contro a quelle del cilindro di alluminio facendolo ruotare a sua volta e al contempo spostandolo verso l'esterno. Quando si lascia la corda la molla di richiamo la fa riavvolgere, e facendo ruotare le rampe nel senso inverso, fa rientrare il cilindro di alluminio. L'estremità libera di questo cilindretto ha altre due rampe elicoidali che vanno ad ingranare sulle medesime che si trovano ricavate di fusione direttamente sul volano della minimoto. Bene, fin qua tutto chiaro, la prossima mossa è stata quindi di dotare in qualche modo il volano vespa con ste cavolo di rampe elicoidali per fare in modo che l'avviamento avesse qualcosa su cui ingranare. Per farlo ho inizialmente tagliato il volano della minimoto fino a ridurlo ad un rettangolino di alluminio contenente le rampe e per vincolarlo al volano vespa ho sfruttato un estrattore che ho avvitato nel volano e tagliato dall'altra parte fino a raggiungere la lunghezza che mi interessava. Quello che è rimasto del volano della minimoto (in pratica solo le rampe) l'ho serrato sull'estrattore con la sua vite. In seguito dovevo creare un collegamento tra il carter motore e l'avviamento a strappo in modo che questo rimanesse sempre in posizione fissa davanti al volano alla giusta distanza da esso per poter ingranare. Con della lamiera da 1,5 mm mi sono creato un disco forato al centro sul quale ho avviato il complessivo dell'avviamento, poi con del piatto da 2 mm piegato sono andato a ricavare dei bracci collegati alle viti del coprivolano. Il coprivolano è rimasto per ovvi motivi di raffreddamento, ma al centro è stato scartato per far uscire quello che rimane dell'ex volano minimoto. Ho saldato infine a questi bracci il disco di lamiera dove si avvita l'avviamento. Giunto a questo punto l'avviamento era completato, quando ho provato a tirare la corda il motore compiva diverse rotazioni senza troppi problemi. Non posso dire che neanche così sia semplice avviarlo, ci vogliono sempre due mani sulla maniglia e una certa trazione, però è sicuramente molto più comodo della pedala!!! Arrivato a questo punto però c'era un particolare di tutto questo lavoro che non mi ispirava troppa fiducia e cioè l'ex volano della minimoto avvitato all'estrattore. Immaginare quel rettangolino di alluminio seppure posizionato al centro di rotazione dell'albero, leggero e di dimensioni ridotte (e quindi inerzia ridotta) ruotare ad almeno 7000 giri mi faceva pensare al peggio (leggete esplosione!!!). Ho deciso quindi di chiudere la zona dell'avviamento con un carter in lamiera da 8/10 realizzato nello stesso modo in cui si fanno i coni delle marmitte e saldato ai piatti da 2 mm, almeno se fosse esploso qualcosa sarebbe rimasto lì dentro!!! Dopo questo step a cavallo di capodanno 2015 sono finalmente riuscito a provare la vespa su neve. Prova su neve. Finalmente per le vacanze di Natale 2014/2015 sono riuscito a provare il mezzo su neve nell'appennino tosco emiliano (Valdazze), sarà che sono sempre molto critico sui miei lavori, ma in questa parte del topic leggerete solo i difetti che ho notato. La prima impressione è stata la forte instabilità all'anteriore su neve alta 5 cm con fondo ghiacciato colpa secondo me della deriva che non svolge bene il suo lavoro. Ho utilizzato la deriva più bassa per la prova ma questa avendo una superifice d'appoggio di quasi 5 cm lasciava la tavola libera di muoversi lateralmente. Attenzione, non sto dicendo che era inutilizzabile, dopo qualche giro prendedoci confidenza riuscivo a guidarla abbastanza bene ma quello della stabilità e della direzionalità all'anteriore è un punto sicuramente di migliorare. Le prossime derive che mi sto costruendo non hanno base d'appoggio ma sono pensate per incastrarsi nella neve o nel ghiaccio in modo che si comportino come un timone (tipo la lama dei pattini da ghiaccio), le vedrete più avanti quando passerò alla descrizione dello STEP 3 che è in fase di sviluppo (ma quando finisce sto post?????) Altra nota negativa riguarda la trazione. Volevo infatti provare il mezzo anche su neve alta almeno 10-15 cm ma appena questa superava l'altezza dei chiodi la ruota posteriore cominciava a scavare infossandosi, quindi ho potuto provare solo su neve bassa. Altra nota dolente è l'usura inferiore della tavola. Non essendo stata rivestita sotto, se ci si trova a dover curvare in zone con poca neve grattando i lati sull'asfalto il legno si consuma motivo per cui ho già provveduto a rivestire la parte inferiore con una lamiera d'alluminio da 1,5 mm. Usandola per tratti sempre più lunghi un altro difetto che è saltato fuori è la rapportatura troppo lunga. Sarà anche una 18/67 su di un 130 ma più di un accenno di 3° a bassissimi giri su di un rettilineo non sono riuscito a mettere, e sembrava già di stare andando ai 100!!! Sicuramente se riesco a renderla più stabile si terranno anche velocità più elevate, ma comunque non credo che riuscirò mai a stendere la 4°a per cui che senso ha avere una marcia se non la si usa mai??? Via di 14/69!!! Ultimo difetto saltato fuori prima di caricare la vespa in macchina e tornarmene a casa e stata la rottura della corda dell'avviamento. La corda originale non va bene, sarà durata una 20ina di avviamenti tra prove a casa e giri, sto cercando di sostituirla con un cavo di acciaio tipo quelli delle marce/frizione. Bene, una volta tornato a casa ed essendomi appuntato le varie senzazioni e difetti, mi sono messo subito a studiare uno Step 3 per cercare di risolverli. Step 3 Lo step 3 è attualmente in lavorazione per cui il grosso del lavoro per ora è solo teorico. Quello che sono riuscito a fare per ora è stato il rivestimento in alluminio della parte inferiore della tavola realizzato tagliando e calandrando una lamiera da 1.5mm di alluminio ed incollandola al legno. Ho cominciato a realizzare anche le nuove derive in lamiera zincata da 1,5 mm piegate a V che si andrano ad avvitare alle bussole già presenti sulla tavola. Ne ho fatte 3 da montare insieme, due corte ai lati più una lunga centrale, e anche una quarta in sostituzione di quella centrale con un altezza maggiore per neve più alta. Cingolo Dopo la gita in mezzo alla neve l'idea del cingolo mi si proponeva in maniera sempre più insistente nella testa. La scorsa estate per caso ebbi modo di esaminare da vicino uno di quei carrelli cingolati con i quali qua in rivera si vendono bibite e gelati sulla spiaggia. Questi carrelli montano cingoli di gomma con un anima in corde d'acciaio,così osservandolo sia smontato che in movimento pensai che magari un tentativo di adattamento alla vespa potevo tentarlo! Il giorno dopo acquistai quindi su ebay un cingolo in gomma di misura molto più piccola a quello che avevo visto, anzi il più corto che riuscii a trovare. Il passo successivo è stato di pensare sia a come realizzare la ruota motrice, che non è altro che una ruota dentata che ingrana nelle varie maglie del cingolo come fosse una catena, sia come riuscire a collegare questa al millerighe dell'abero ruota della vespa. Non disponendo di grandi attrezzature in cantina per creami da 0 quello che mi serve, per ovviare al problema millerighe, ho deciso di utilizzare quello del mozzo della ruota posteriore. Ho tagliato con la smerigliatrice angolare e disco da taglio il mozzo fino ad arrivare al millerighe, l'ho poi tornito per renderlo cilindrico e alla misura che mi serviva e gli ho puntato all'interno un tubo in ferro 35x2 sopra al quale sarà saldata la ruota dentata che nel frattempo mi sono fatto tagliare al lavoro. Purtroppo lavorando solo spessori sottili in azienda e volendo ottenere almeno uno spessore di 15mm dato che la maglia sul cingolo è larga 20mm, ho dovuto ricorrere a 3 pezzi da 5mm che unirò tra di loro mediante viti svasate e chiodi di saldatura. Per riuscire a disegnare la ruota dentata ho dovuto tribolare non poco. Ero partito con una ruota dentata più piccola che ingranava solo su due maglie ma siccome la cosa non mi convinceva, ho deciso di ingrandirla fino a riuscire ad ingranare 5 maglie contemporaneamnte in modo che riesca ad avere più presa sul cingolo quando comincia a tirare. Poi non vi dico prima di tagliare quella definitiva le prove che ho fatto realizzando con la scala 1:1 il profilo della ruota su del compensato da 10mm che provavo a far ingranare sul cingolo, insomma trovare la circonferenza primitiva ed il numero di denti da 0 è stato un vero casino!!!! Ho predisposto 3 fori a 120° con interasse di 66 mm per montarci il ferno a disco anteriore di uno zip fast rider, un freno da qualche parte ci vorrà pure!!! Ora tutto quello che viene dopo lo trovate nello schizzo che mi sono fatto con solidworks che non è definitivo, ma è solo per avere un idea di massima, i dettagli li sistemerò in corso d'opera. In pratica la ruota dentata è saldata su questo albero che si avvita sull'asse posteriore. Ai lati della ruota dentata ci andranno due cuscinetti 35x62x7 che faranno da supporto per l'asse e che saranno vincolati al telaio centrale del cingolo che realizzerò con del tubolare 30x30x1.5. Le ruote condotte saranno 3 realizzate tornendo un tondo in PVC da 110 mm, due nella parte inferiore e la terza posizionata più in alto e posteriormente che fungerà da tendi cingolo per permetterne il tensionamento e lo smontaggio. Quest'ultima ruota è vincolata ad un tubolare 35x35x2 che tramite una vite scorre sopra al tubolare del telaio permettendo alla ruota di avanzare o retrarre. Il piatto portaganasce sarà sostituito da una lamiera da 5 mm che avviterò alle sue 3 viti. Inoltre farò un foro per vincolarlo all'attacco dell'ammortizzatore posteriore in modo che anche la parte a sbalzo di questa lamiera sia ben fissata. Sul foro centrale ci andrà saldata una boccola tornita sulla quale ricaverò la sede del paraolio ruota. Questa lamiera servirà per collegare il cingolo al motore, l'idea è di fare in modo che gli attacchi che partono dal telaio centrale del cingolo siano smontabili, anche qui vedrò meglio quando avrò cominciato ad imbastire un po di roba. Siccome questo cingolo è largo 150 mm ho già visto che una volta montanto, considerando di lasciare un po di spazio dal carterino della frizione, il centro del cingolo rimane disassato rispetto all'anteriore di circa 8 cm. Ho pensato di recuperare questo disassamento spostando tutto il blocco motore verso l'esterno, cioè verso dx guardando la vespa da dietro. Per farlo senza cominciare a stagliuzzare il telaio, che voglio lasciare il più possibile intatto, ho pensato di utilizzare un tubolare 40x40 da fissare col solito perno orizzontale al telaio. Su questo tubolare salderò due staffe ad una distanza tra di loro pari al braccio orizzontale del motore che andrò a fissare con un altro perno esattamente come si fissa sul telaio in origine. Queste staffe saranno però disassate di quello che mi serve per riportare in mezzeria il cingolo. Il problema è che adoperando questa soluzione il motore si troverà circa 5 cm più indietro aumentando di conseguenza il passo, il prezzo da pagare per non toccare il telaio!!! Ultimo lavoro sarà realizzare una marmitta che riesca a montare col cingolo. Questo è dove fin'ora sono arrivato coi lavori, purtroppo causa rottura saldatrice ed incompetenza della ditta che me la deve riparare in garanzia sono fermo da diversi mesi, ad ogni modo entro settembre sicuramente la produzione sarà sbloccata (non so ancora con quale dei 4 lavori citati all'inizio del topic, ma qualcosa porterò a termine).