passato... per i siciliani e non...
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56 messaggi in questa discussione

ciao ragazzi io provengo da caltanissetta

visto che si parla tanto di anni 50 ,vespini truccati e di leggende metropolitane nel passato

volevo raccontare una vecchia storia nissena

si svolgeva tutto nel luogo che si vede in link in via angeli

e una zona cimiteriale di periferia che pero ha il suo bel rettilinero

proprio li si svolgevano le gare negli anni 50 raccontato da un preparatore di vespe anziano

allara si usavano i vespe 50 portate a 181 cc

si cominciava dall'ingresso del cimitero percorrendo tutto il rettilineo in salita fino ad arrivare alla prima curva dove vedete il marmista s d'avola

si racconta che proprio li si arrivava ad una velocità di 120 kmh a fine rettilineo per cui allora la frenatura di quei vespini non era abbastanza buona e neanche potevano percorrere la curva a queste velocità e quindi andavano a finire dentro il negozio del marmista

alcuni addirittura frenavano con i piedi ma entravano lo stesso facendo un danno enorme al negozio :par

queste sono sono alcune storie raccontate dal mio preparatore ma devo farmene dire altre ..

 

http://maps.google.com/maps?ll=37.52560 ... t=api_logo

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ciao ragazzi io provengo da caltanissetta

visto che si parla tanto di anni 50 ,vespini truccati e di leggende metropolitane nel passato

volevo raccontare una vecchia storia nissena

si svolgeva tutto nel luogo che si vede in link in via angeli

e una zona cimiteriale di periferia che pero ha il suo bel rettilinero

proprio li si svolgevano le gare negli anni 50 raccontato da un preparatore di vespe anziano

allara si usavano i vespe 50 portate a 181 cc

si cominciava dall'ingresso del cimitero percorrendo tutto il rettilineo in salita fino ad arrivare alla prima curva dove vedete il marmista s d'avola

si racconta che proprio li si arrivava ad una velocità di 120 kmh a fine rettilineo per cui allora la frenatura di quei vespini non era abbastanza buona e neanche potevano percorrere la curva a queste velocità e quindi andavano a finire dentro il negozio del marmista

alcuni addirittura frenavano con i piedi ma entravano lo stesso facendo un danno enorme al negozio :par

queste sono sono alcune storie raccontate dal mio preparatore ma devo farmene dire altre ..

 

http://maps.google.com/maps?ll=37.52560 ... t=api_logo

 

non andiamo troppo nel dettaglio, che di vespe 50 negli anni 50 non ce n'erano...

e il famoso 181 credo non sia mai esistito, se non nella bocca di ALCUNI preparatori

 

non credo poi nemmeno al fatto che uno per far vedere che andava più forte

continuasse a volare sistematicamente nei negozi della gente soprattutto se all'interno

invece che materassi c'erano lapidi e scalini in marmo da due quintali con gli angoli poco stondati.

 

per favore, ste storie, lasciamole ai bar ed ai loro clienti che san tutto loro

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non andiamo troppo nel dettaglio, che di vespe 50 negli anni 50 non ce n'erano...

e il famoso 181 credo non sia mai esistito, se non nella bocca di ALCUNI preparatori

 

non credo poi nemmeno al fatto che uno per far vedere che andava più forte

continuasse a volare sistematicamente nei negozi della gente soprattutto se all'interno

invece che materassi c'erano lapidi e scalini in marmo da due quintali con gli angoli poco stondati.

 

per favore, ste storie, lasciamole ai bar ed ai loro clienti che san tutto loro

 

 

:M:M

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ciao ragazzi io provengo da caltanissetta

visto che si parla tanto di anni 50 ,vespini truccati e di leggende metropolitane nel passato

volevo raccontare una vecchia storia nissena

si svolgeva tutto nel luogo che si vede in link in via angeli

e una zona cimiteriale di periferia che pero ha il suo bel rettilinero

proprio li si svolgevano le gare negli anni 50 raccontato da un preparatore di vespe anziano

allara si usavano i vespe 50 portate a 181 cc

si cominciava dall'ingresso del cimitero percorrendo tutto il rettilineo in salita fino ad arrivare alla prima curva dove vedete il marmista s d'avola

si racconta che proprio li si arrivava ad una velocità di 120 kmh a fine rettilineo per cui allora la frenatura di quei vespini non era abbastanza buona e neanche potevano percorrere la curva a queste velocità e quindi andavano a finire dentro il negozio del marmista

alcuni addirittura frenavano con i piedi ma entravano lo stesso facendo un danno enorme al negozio :par

queste sono sono alcune storie raccontate dal mio preparatore ma devo farmene dire altre ..

 

http://maps.google.com/maps?ll=37.52560 ... t=api_logo

 

 

ciao sergio, io sono pure di caltanissetta e tu sei l'unico nisseno che ho visto su vari forum

intanto chi è il tuo preparatore?

la via che va dal cimitero la conosco bene è circa 300 metri e poi c'è il marmista all'angolo.

Alcune cose mi sembrano strane: negli anni '50 la vespa 50 non era ancora uscita, bisognerà aspettare la seconda metà degli anni 60 per vedere alcuni vespini truccati...anche se fossero stati dei 181cc quella strada è in salita e non credo che in quel periodo la meccanica a caltanissetta permetteva di spingere dei vespini 50 a 120 km/h e poi io non ci ho mai creduto alla storia dei 181...non per smentirti, ma a caltanissetta è già tanto se un prototipo con un 180ss come dice 2IS lo riescono a fare 8-10 persone. Da noi tutti da un po' si dedicano all'elaborazione degli scooter e la vespa è stata trascurata molto. Comunque sarebbe un discorso chilometrico... in poche parole a caltanissetta chi aveva la capacità di fare questi prototipi erano veramente pochi(e conoscendo i vari preparatori lo si capisce ) tutti gli altri sono "pallonari" .

 

comunque potremmo continuare di persona questo discorso qualche volta.

casomai mi contatti in MP e ci mettiamo d'accordo se ti va

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la marmitta a bottiglia la montava la mia vespa 50 che avevo comprato

da un ragazzo siciliano , prematuramente scomparso per un male incurabile, trasferitosi con la famiglia a napoli !

la vespa , mi disse, era stata elaborata dall'officina Cavallaro , se ricordo bene , di Catania , e per quei tempi , 1968/69 era una vera "belva" ; un capolavoro di elaborazione artigianale !!

tutti gli organi alleggeriti e lavorati ; pistone dinamin 58 fasce a L ; carburatore a bicchiere da 22 con collettore artigianale di ottone lucidato e rivolto all'esterno!

parliamo del 1968/69 ;

ma quel che più colpiva era la marmitta, completamente fatta a mano con lamierino sonoro ed era una vera bottiglia o booomba! d'aereo!!

era un portento!all'interno non c'era niente e il collo della bottiglia era come gli attuali tromboncini !

dopo quarant'anni la sogno ancora!!

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ciao salvo hp4

mi sembra di esserci soltanto noi due come nisseni in questo forum

riguardo agli anni 50 mi ero sbagliato ma non ricordo bene la data esatta ,inoltre sto indagando se veramente questi vespini erano dei 181 cc

questa storia me la hanno raccontato

dalle nostre parti si usava cosi le gare si facevano in quella zona

inoltre io li ci sono cresciuto ,e un luogo rimansto ancora un po in disparte da caltanissetta

non so se tu conosci un certo zorro

noi siamo grandi amici ecco lui e il mio preparatore poi conosco un po di gente dal vespa club di caltanissetta

sapessi quante ne ho sentite di storie vespistiche a caltanissetta ma proprio tante che fan ridere

ma non so se sono leggende o burle

adesso la maggior parte dei vespisti a caltanissetta usano il px specialmente il 200 ma io opto per il mio special che riesce a soddisfarmi in ogni situazione

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ciao salvo hp4

mi sembra di esserci soltanto noi due come nisseni in questo forum

riguardo agli anni 50 mi ero sbagliato ma non ricordo bene la data esatta ,inoltre sto indagando se veramente questi vespini erano dei 181 cc

questa storia me la hanno raccontato

dalle nostre parti si usava cosi le gare si facevano in quella zona

inoltre io li ci sono cresciuto ,e un luogo rimansto ancora un po in disparte da caltanissetta

non so se tu conosci un certo zorro

noi siamo grandi amici ecco lui e il mio preparatore poi conosco un po di gente dal vespa club di caltanissetta

sapessi quante ne ho sentite di storie vespistiche a caltanissetta ma proprio tante che fan ridere

ma non so se sono leggende o burle

adesso la maggior parte dei vespisti a caltanissetta usano il px specialmente il 200 ma io opto per il mio special che riesce a soddisfarmi in ogni situazione

 

Molte di queste storie mi hanno davvero fatto ridere come ad esempio uno di 45 anni che raccontava che alla prima accensione della sua special 181 deformò il telaio per la potenza e ovviamente era uno del vespa club.. :lol:

Ormai quella zona del cimitero è veramente isolata da caltanissetta e non ci va più nessuno se non i residenti.

io zorro lo conosco di vista ma non ho mai portato la vespa da lui però dicono che è bravo( anche se forse adesso ci sta il figlio). comunque a caltanissetta parlano tanto di elaborazioni e intanto non ho visto in giro manco una vespa con un'espansione o un motore diverso da un polini...

posso contattarti in MP? perchè qui stiamo facendo un discorso un po' locale che non interessa agli altri.

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correggetemi se sbaglio... io ho sentito,quindi non so se siano leggende metropolitane o meno... perchè non li ho mai visti di persona :roll: ma visto che si parla di grosse cilindrate... io avevo sentito parlare che esisteva un kit con pistone a 2 diametri,idem cilindro. sul Ciao mi pareva che esistesse ma sulla vespa non l'ho mai sentito...in poche parole l'imbocco al carter era + piccolo e poi si ingrandiva... sinceramente non so se un discorso del genere possa essere anche funzionale... c'è chi parlava che li commercializzava Fabrizi,ma ripeto.. non so se sono pure leggende o siano esistiti davvero... ;-)

per il discorso trapianto cilindri large anche dalle mie parti si usava..ma alla fine il rendimento non era mai proprio quello sperato.. :M:M

 

Il cilindro al quale ti riferisci non ha due diametri, ne ha uno solo, 48mm, però non ha camicia dentro il carter, poggia come una flangia. il pistone ha due diametri perchè una parte di esso entra dentro l'imbocco del cilindro per potersi agganciare alla biella originale. L'aspirazione è piston ported su tutti i travasi, visto che è abbastanza alto.

Nessuna leggenda metropolitana, semplicemente AVIONIC by Proma, poi se anche fabrizi lo usasse col suo nome sinceramente non saprei...ho solo vaghi ricordi del pistone, che era un macigno rispetto ai vari d.43, e dell'alettatura che è longitudinale anzichè trasversale rispetto alla canna...

 

Riguardo ai cilindri large sulle small, i risultati c'erano raramente in termini di velocità, perchè i pistoni erano molto pesanti e non c'erano molti di quei ricambi oggi disponibili. Gli alberi erano originali o simili agli originali, e giravano e si storcevano con molta frequenza, non c'era molta conoscenza delle espansioni e dei sistemi di bilanciamento, i volani si alleggerivano all'esasperazione e spesso si distruggevano, le vibrazioni si mangiavano metà della potenza che sarebbe potuta venire fuori, i rapporti allungati non esistevano, chi poteva se li faceva fare o adattava da altri motori o da ingranaggi di cambio, e non sempre erano affidabili. Insomma, se con i mezzi di allora c'erano già vespe che volavano (negli anni '70 una small da 125 orari era un missile), oggi si potrebbe fare di molto meglio...

confesso che una cosa del genere ce l'ho nel cassetto da anni, e con quello che c'è ora nel mercato large finalmente si potrebbero fare trapianti da far girare alti senza problemi...

 

parallelamente, se sulle small si facevano questi trapianti, sulle large si mettevano cilindri ancora più grossi, ma questa è un'altra storia... ;-)

 

..io un paio li vidi direttamente.....nel 1978 circa in officina da un meccanico abbastanza conosciuto a Ct, vidi preparare un motore small con una flangia saldata per adattargli il polini 177, allora appena uscito.....era ovvio che la corsa non consentiva di arrivare ai 177cc, ma qualcosa meno....la corsa mi ricordo che non era 51, ma 54 se non ricordo male...l'albero era artigianale con biella abbastanza lunga...ricordo una cuffia px adattata sul cilindro per mantenere il raffreddamento....andava davvero bene e, rettifico quanto detto da Paoluzzo per ricordo personale, ma la mitica 29 a denti dritti da allungo esisteva già.....e se la tirava alla grande..carburatore 28......la velocità era buona, il motore andava davvero bene e aveva una ottima coppia..ricordo che riusciva a far sgommare la ruota in tutti i cambi marcia, anche fra terza e quarta e non lo dico per sentito dire........questo motore aveva invece seri problemi di affidabilità, ma non per i pezzi impiegati, ma perchè saltavano le saldature..... :mrgreen::mrgreen:

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io ne conosco diversi preparatori di vespa a caltanissetta

ma zorro secondo il mio parere tiene piu esperienza degli altri certo ormai e anziano ma le vespe le sa fare bene

qui dalle nostre parti amiamo farle originali le vespe e verniciate bene

riguardo alle elaborazioni c'e poco da discutere al massimo girano dei 130 polini

qua siamo rimasti un po emarginati rispetto al nord italia

la e tutto un altro discorso c'e il campionato parmense ,gare di accellerazione e buoni preparatori

comunque se tu sei un appassionato di elaborazioni possiamo unirci fra di noi ,chissà potremo anche consigliarci anche per qualche metodo di elaborazione

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Io sono molto appassionato di elaborazioni ma ho ancora da imparare molto...sarei molto felice di scambiarci opinioni e di lavorare insieme. magari possiamo sentirci e vederci qualche giorno se ne hai voglia.

IO dal tuo profilo leggo che hai 25 anni...io ne ho 15 però ripeto se ne hai voglia possiamo incontrarci...casomai fammi sapere in MP ;-)

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per chi voleva sapere come era strutturato il 181 cc all'epoca 8)

in realta esisteva veramente ma non era realmente un 181 ,ma ben si un 170

derivante da una kawasaki h1 500 tre cilindri 2 tempi

si prendeva un cilindro di essa di cilindrata 166 cc e si faceva accoppiare ai carter della vespa ma dopo un adeguato lavoro di turnista ovviamente

riguardo all'albero si usava il classico et3 con gabbia a rulli

diciamo che era un proto di allora dalle prestazioni eccezzionali e con velocità di 160 kmh

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per chi voleva sapere come era strutturato il 181 cc all'epoca 8)

in realta esisteva veramente ma non era realmente un 181 ,ma ben si un 170

derivante da una kawasaki h1 500 tre cilindri 2 tempi

si prendeva un cilindro di essa di cilindrata 166 cc e si faceva accoppiare ai carter della vespa ma dopo un adeguato lavoro di turnista ovviamente

riguardo all'albero si usava il classico et3 con gabbia a rulli

diciamo che era un proto di allora dalle prestazioni eccezzionali e con velocità di 160 kmh

 

 

da chi l'hai saputo? e poi ce n'è ancora uno a caltanissetta?

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I trapianti su base mach III da queste parti si chiamavano "due per cento", così li chiamava in gergo il loro papà, S.Santonocito. Magari esistevano in varie salse, come ogni elaborazione, ma la ricetta originale prevedeva cilindro centrale H1 e albero motore lambretta tornito, come per i cilindri gs, accoppiato all'accensione originale special senza chiavetta, per una cilindrata di 164cc (60x58). Ricordavo male l'alesaggio, 60, non 62 come forse avevo detto...

Sergio, se dalle tue parti si usavano gli alberi c51 (meglio, meno sbattimento...) la cilindrata penso fosse 144cc, non 166, che comunque è di tutto rispetto e già bastava e avanzava per avere prestazioni.

 

riguardo alle velocità, sinceramente non credo fossero così alte come dici, almeno, qui si è sempre ottenuto di più con un 130 polini ben preparato che non con questo tipo di trapianti, il cui problema era l'affidabilità. Parlo sempre di motori ad aria e di vespe a telaio standard. Se andiamo su telai bassi la storia cambia, ma comunque questi kawa quando facevano 120 effettivi erano già buoni, il discorso è che li facevano subito, comportamente su strada analogo ai trapianti SS/GS, di cui forse i "due per cento" sono - potremmo dire - successori.

 

Fatto sta che poi questo genere di esperimenti vennero abbandonati, si iniziarono a sviluppare i cilindri originali e successivamente i primi 130 usciti, c'è stato il ritorno e lo sviluppo della valvola rotante.

Bisogna considerare che lo scopo principale di queste elaborazioni, quando non era finalizzato a spostamenti più veloci per gli "imprenditori" locali (borseggiatori, per cui erano ancora preferibili le alte cilindrate), era alimentare il circuito di corse clandestine, per affermare la superiorità di un meccanico piuttosto che un altro.

Io penso che il fenomeno dei trapianti finì quando ci si rese conto che un 130 polini preparato si poteva far uscire a oltre 140 orari sul chilometro da fermo, e tutto sommato con lavori contenuti su carter e cilindro, contrariamente a qaunto bisognava fare per trapiantare cilindri da moto, i quali si sognavano comunque certe prestazioni, per tanti motivi...

 

Ciò non toglie che ci fossero vespe "libere" (così le chiamano ancora oggi se non sono "derivate di serie"), anche allora, in grado di fare bei numeri, e non solo, c'è stato il periodo delle lambrette, dei minarelli, dei motom, nonchè delle sfide "ibride" sui percorsi più disparati...che tempi!!

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I trapianti su base mach III da queste parti si chiamavano "due per cento", così li chiamava in gergo il loro papà, S.Santonocito. Magari esistevano in varie salse, come ogni elaborazione, ma la ricetta originale prevedeva cilindro centrale H1 e albero motore lambretta tornito, come per i cilindri gs, accoppiato all'accensione originale special senza chiavetta, per una cilindrata di 164cc (60x58). Ricordavo male l'alesaggio, 60, non 62 come forse avevo detto...

Sergio, se dalle tue parti si usavano gli alberi c51 (meglio, meno sbattimento...) la cilindrata penso fosse 144cc, non 166, che comunque è di tutto rispetto e già bastava e avanzava per avere prestazioni.

 

riguardo alle velocità, sinceramente non credo fossero così alte come dici, almeno, qui si è sempre ottenuto di più con un 130 polini ben preparato che non con questo tipo di trapianti, il cui problema era l'affidabilità. Parlo sempre di motori ad aria e di vespe a telaio standard. Se andiamo su telai bassi la storia cambia, ma comunque questi kawa quando facevano 120 effettivi erano già buoni, il discorso è che li facevano subito, comportamente su strada analogo ai trapianti SS/GS, di cui forse i "due per cento" sono - potremmo dire - successori.

 

Fatto sta che poi questo genere di esperimenti vennero abbandonati, si iniziarono a sviluppare i cilindri originali e successivamente i primi 130 usciti, c'è stato il ritorno e lo sviluppo della valvola rotante.

Bisogna considerare che lo scopo principale di queste elaborazioni, quando non era finalizzato a spostamenti più veloci per gli "imprenditori" locali (borseggiatori, per cui erano ancora preferibili le alte cilindrate), era alimentare il circuito di corse clandestine, per affermare la superiorità di un meccanico piuttosto che un altro.

Io penso che il fenomeno dei trapianti finì quando ci si rese conto che un 130 polini preparato si poteva far uscire a oltre 140 orari sul chilometro da fermo, e tutto sommato con lavori contenuti su carter e cilindro, contrariamente a qaunto bisognava fare per trapiantare cilindri da moto, i quali si sognavano comunque certe prestazioni, per tanti motivi...

 

Ciò non toglie che ci fossero vespe "libere" (così le chiamano ancora oggi se non sono "derivate di serie"), anche allora, in grado di fare bei numeri, e non solo, c'è stato il periodo delle lambrette, dei minarelli, dei motom, nonchè delle sfide "ibride" sui percorsi più disparati...che tempi!!

 

E' proprio vero...quelli erano bei tempi; oggi chi vuole prestazioni prende il cilindro che risulta migliore sul mercato e senza pensarci nè perderci troppo tempo ecco le prestazioni( ovviamente non tutti); ed io penso di essere il primo, soprattutto perchè si rischia meno e si ottiene di più dei prototipi. Ma prima la cultura delle elaborazioni su 2 e 4 tempi non era diffusa come oggi e perciò si provava e riprovava finchè qualcuno non riusciva ad ottenere buone prestazioni magari magari montando un cilindro da moto di grossa cilindrata su un vespino 50...e alla fine secondo me ciò che contava non erano le prestazioni, che saranno state pure soddisfacenti, ma il lavoro svolto, insomma potere dire di avere trapiantato un cilindro kawasaki su vespa doveva essere molto realizzante. 8)

c'è anche da dire che da quando esiste internet tutto è cambiato: adesso perfino io sto entrando dal nulla nel mondo del due tempi per passione, ma se non ci fosse stato il computer non avrei ancora messo mano sulla mia vespa, ve lo assicuro.

Come dici tu c'è stato anche il periodo dei motom,minarelli e lambrette. Mi è stato molto parlato dei motom, soprattutto dei 48 4 tempi elaborati, mentre credo che il periodo dei minarelli sia stato uno dei più belli; su youtube ci sono ancora dei video dei minarelli p6 da competizione, minarelli da 17000 giri il cui problema era che erogava circa 20 cv. E poi ci sono state elaborazioni di altre moto: un mio amico ha ad esempio un gilera 50 del '73 elaborato da suo nonno, le prestazioni sono abbastanza scarse per vari motivi: l'alimentazione data da un dell'orto 18 è al cilindro(quindi piston ported) ma non lamellare e come sappiamo ciò fa sviluppare al motore la potenza in un arco di giri molto limitato e soprattutto molto basso, e poi questo gilera ha una marmitta stile 4 tempi: un tubo di scarico, che credo tolga al motore minimo il 35% della sua potenza.

Comunque c'è veramente tanto di cui parlare sulle elaborazioni della seconda metà del '900, io però non sono molto informato su questo argomento perchè non ho mai avuto la possibilità di parlare con un elaboratore di quei tempi.

Tu comunque vedo che sei molto informato su ciò ( e devo farti i miei complimenti, anche per la tua bravura come elaboratore) e credo ci sia più da parlare sulle elaborazioni dalle tue parti che dalle mie. ;-)

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allora se non erro il classico 181 che si chiama dalle nostre parti e anche chiamato il due per cento da voi

sempre come base il cilindro del kawasaki h1

però bisogna dire che a quei tempi si organizzavano anche bene con la meccanica :B

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Tra le varie preparazioni, non bisogna dimenticare le elaborazioni che hanno interessato parallelamente a quelle vespistiche , anche le elaborazioni di Piaggio ciao e Piaggio SI.

 

Ricordi vaghi ma altrettanto belli da ricordare , quale il cilindro con testa a doppia candella come i recenti motori Alfa denominati Twin Spark.

 

Bei tempi e risultati sicuramente eccellenti per l'epoca.

 

Saluti a tutti , nostalgici e non.

 

 

 

 

 

allora se non erro il classico 181 che si chiama dalle nostre parti e anche chiamato il due per cento da voi

sempre come base il cilindro del kawasaki h1

però bisogna dire che a quei tempi si organizzavano anche bene con la meccanica :B

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cavolo che bella storia.

 

P.S. tra 10 anni molti plasticoni saranno bottigliette di plastica, mentre le nostre vespe ancora andranno per le strade :D

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cavolo che bella storia.

 

P.S. tra 10 anni molti plasticoni saranno bottigliette di plastica, mentre le nostre vespe ancora andranno per le strade :D

o saranno lattine :lol:

purtroppo...

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gia montavano proprio quei cilindri ,tanto di cappello per quella elaborazione ,soprattutto per quegli anni C)

in piu a pensare che prima non avevano tutti quei macchinari che noi abbiamo oggi per testare i motori e dovevano lavorare artigianalmente a mano per realizzare questi prototipi :D

dalle mie parti esistevano comitive fra amici dove giornalmente andavano a confrontare le vespe negli scorrimenti chiusi

prima non c'erano le leggi che esistono oggi e non c'era neanche l'obbligo del casco quindi diciamo che una elaborazione te la potevi permettere

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ragazzi.. sollevo un po' di polvere da questo topic! ;-)

l'ho già scritto su un post dicendo che magari è una leggenda metropolitana.. Però.. ora il dubbio mi assale..

mio zio.. dice che una volta, anni 70 esisteva il 90ss della Pinasco... io penso non sarà stato semplicemente il 90ss Piaggio o un 90 Pinasco??? o esisteva davvero??? dubbio o magari chi ne ha sentito parlare??

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io so' che esisteva il 90 pinasco,e il 90 piaggio corsa lunga,che tra l'altro costava un fottio

 

ma.. intendi 90 Pinasco corsalunga?

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